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Domande e risposte sull' allevamento del Pollo.

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Chissà cosa mangiano i polli?

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Nella carne dei polli sono presenti gli estrogeni?

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Nell'allevamento dei polli si usano gli antibiotici?

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I polli sono allevati in gabbia?

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Come vengono allevati i polli?

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Chissà da dove vengono i polli che mangio?

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Cos'è l'influenza dei polli?

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Se mangio un pollo influenzato posso ammalarmi?

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Il pollo del contadino è più buono?

Suggerimento

 

le Pollo - F.A.Q. ti hanno fatto incuriosire, ti consigliamo di visitare anche la pagina della Tecnica Avicola.

 

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Chissà cosa mangiano i polli? Torna all' inizio

Tutti i nostri polli sono alimentati con mangimi di alta qualità prodotti in Italia in mangimifici convenzionati e controllati. I componenti del mangime sono: - per il 95% circa mais, soia e grano che danno la componente nutrizionale e proteica - per il 5% circa vitamine e sali minerali necessari ad un armonico sviluppo dell'animale nella crescita.

 

N.B. : Da due anni in Italia è assolutamente vietato l'utilizzo delle farine di carne nella composizione dei mangimi di qualunque animale (ricordiamoci comunque che il pollo è un animale ruspante e quindi onnivoro, non un "vegetariano")

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Nella carne dei polli sono presenti gli estrogeni?Torna all' inizio

Spesso si insinua che negli allevamenti avicoli si faccia uso di estrogeni o promotori della crescita per ottenere risultati più apprezzabili in minor tempo. La nostra azienda non utilizza estrogeni nei propri allevamenti, primo perché sono vietati e secondo perché non sono assolutamente ripaganti in termini economici in quanto il ciclo di vita ed il peso per capo sono così contenuti da non consentire l'ammortamento della spesa.

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Nell'allevamento dei polli si usano gli antibiotici?Torna all' inizio

Anche i polli, come tutti gli animali e gli uomini, si ammalano e per curarli talvolta è necessaria la somministrazione di farmaci di natura antibiotica (soprattutto per malattie alle vie respiratorie). Le cure prestate sono comunque svolte sotto stretto controllo medico a cura delle ASL competenti; i farmaci utilizzati possono essere acquistati solo dietro prescrizione medica ed annotati su un apposito registro tenuto in ogni allevamento detto appunto "registro dei trattamenti" vidimato dalle ASL competenti. Ogni trattamento, onde evitare che le carni portino residui dei farmaci utilizzati, va obbligatoriamente sospeso tre giorni prima del carico per la macellazione.

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I polli sono allevati in gabbia?Torna all' inizio

Contrariamente a quanto molti pensano i polli non sono allevati in batteria (cioè in gabbia) bensì a terra. In Italia l'allevamento in batteria è vietato ormai da molti anni; le gabbie sono utilizzate esclusivamente come sistema di trasporto dall'allevamento al macello. Quelli che la Tv ci mostra in gabbia non sono polli, bensì galline ovaiole (infatti hanno il piumaggio rosso anziché bianco); esse, nel periodo della deposizione, provvedono alla cova e quindi non hanno necessità di deambulare quindi vengono tenute in apposite gabbie che facilitano altresì la raccolta delle uova.

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Come vengono allevati i polli?Torna all' inizio

I polli vengono allevati in capannoni climatizzati (scaldati in inverno e rinfrescati in estate) il cui fondo (la lettiera) è costituito da lolla di riso, trucioli o paglia. All'interno dei capannoni sono poste le mangiatoie e gli abbeveratoi ai quali gli animali si possono recare a piacimento. Qui essi restano con una densità di circa 10 capi al metro per circa 60 giorni dopo i quali, essendo raggiunta la maturazione ( e per tale si intende che i polli non incrementano più il loro peso bensì invecchiano con conseguente indurimento delle carni al consumo), vengono caricati in gabbie con le quali vengono trasportati al macello.

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Chissà da dove vengono i polli che mangio?Torna all' inizio

Naturalmente dall'Italia! Non si tratta di una affermazione di principio, ma di logica. Innanzitutto perché l'Italia è autosufficiente nella produzione di carni avicole, anzi, è addirittura un paese esportatore; non si vede quindi perché dovrebbe importarne da altri paesi. In secondo luogo se si parla di carne fresca bisogna sapere che la durata (shelf life) della carne avicola, a differenza di altre, è molto breve ed ammonta a circa una settimana; cioè da quando il capo viene macellato a quando può essere consumato senza che le proprie caratteristiche subiscano alterazioni tali da non renderlo più commestibile non devono passare più di 7 giorni. Questo a condizione che non si interrompa la catena del freddo (se nostra moglie dopo aver fatto compere lascia la borsa in macchina e va dal parrucchiere la durata del prodotto certamente subirà una drastica riduzione!). Se si considerano i tempi necessari alla consegna del prodotto ai centri di smistamento della G.D. ovvero ai grossisti, quelli necessari alla distribuzione dello stesso ai punti vendita nonché il tempo necessario a smerciare il prodotto, appare evidente che 2/3 giorni se ne sono già andati e quindi se a questi ne sommassimo altri 2/3 necessari alle operazioni di spedizione, trasporto, sdoganamento, consegna ecc. ecc. il prodotto fresco posto in vendita non avrebbe più una vita residua sufficiente a renderlo consumabile e quindi vendibile. Da quanto sopra esposto è chiaro quindi che se si acquista carne fresca la carne è italiana. Naturalmente diverso è per i prodotti surgelati o precotti. Dal 17/10/05 comunque per tutte le carni avicole ed i derivati è d'obbligo l'indicazione in etichetta della provenienza.

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Cos'è l'influenza dei polli?Torna all' inizio

Anche in questo campo molte inesattezze sono state dette dai media. L'influenza dei polli è un virus come quello che fa venire l'influenza all'uomo, solo che è un virus che si è adattato per svilupparsi all'organismo dei polli e ne cagiona la morte; il timore prospettato dai media è che il virus muti ed "impari" sistematicamente ad aggredire l'uomo, cosa per ora non ancora avvenuta.

 

In verità il grosso guaio quando un pollo si prende questo tipo di influenza è che la attacca a tutti gli altri presenti nell'allevamento e, cosa ancora peggiore, che per varie possibilità di trasmissione (principalmente uccelli, roditori, vento ecc.) il virus può trasferirsi negli allevamenti limitrofi fino ad allargarsi a macchia d'olio falcidiando la produzione avicola di intere zone, province addirittura regioni con ovvi danni economici. E' quindi per scongiurare l'ipotesi di pandemia influenzale nei polli che laddove si riscontra il virus è ritenuto opportuno (e più economico) abbattere gli animali presenti in allevamento e sotterrarli in loco anziché mettere a repentaglio l'intera produzione avicola.

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Se mangio un pollo influenzato posso ammalarmi?Torna all' inizio

Certo che no, il pericolo per l'uomo eventualmente ci sarebbe in caso di contatto con animali vivi (con ogni tipo di volatile quindi, non solo coi polli), non col consumo delle loro carni cotte. Poiché il trattamento termico dei cibi ottenuto con la cottura oltre i 60° fa morire ogni tipo di batterio o Virus e poiché la carne di pollo non viene mai consumata cruda va da sé che non si corrono pericoli. Inoltre i polli destinati ai macelli riconosciuti CEE possono lasciare l'allevamento solo se il Veterinario Ufficiale dell'ASL locale, responsabile del Registro dei trattamenti tenuto in allevamento, ne certifica la sanità. Tale certificato accompagna i capi unitamente al D.d.T. e viene verificato all'arrivo in macello dall'Ufficiale Sanitario presente in loco.

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Il pollo del contadino è più buono?Torna all' inizio

Forse. Certamente rispetto ad uno "industriale" è molto meno controllato sia nel suo ciclo alimentare che vitale che nelle fasi di macellazione e conservazione. Inoltre, trattandosi generalmente di animali più anziani, le loro carni sono più scure e meno tenere di quelle cui siamo abituati e quindi necessitano di alcuni accorgimenti come una maggior "frollatura" e tempi di cottura maggiori per ottenere risultati apprezzabili, diversamente diventano immangiabili.


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